Dettaglio del progetto di mosaico per il Centro Natatorio della Città di Trieste, 2004

Marina Cons, un architetto, una donna

Safarà Editore, 2015

con saggi di Luciano Celli e Alessandro Mendini

con le foto di Mario Sillani Djerrahian

Un libro d’architettura, ma non solo. Un mosaico di testi e immagini che racconta una persona, una professione vista da dietro le quinte, e anche una città, Trieste.

Design, allestimenti, ristrutturazioni, nuove edificazioni, architettura d’interni, con sconfinamenti nella moda, nell’arte, nella filosofia e nella tecnologia, e nella scrittura: sono questi gli ambiti in cui Marina Cons si è mossa liberamente per tutta la sua vita professionale. Un architetto, una donna. È forse questione di genere il vagare da una disciplina all’altra? Marina inizia a lavorare negli anni Ottanta e passa attraverso quasi tre decadi di storia dell’architettura. Il suo modo di lavorare si deve ascrivere a un preciso momento storico?

Il libro non offre risposte a tali domande ma si limita al mettere in fila le esperienze professionali di Marina Cons nel mondo dell’architettura. Vi è raccolta tutta la sua produzione progettuale, dal 1990 al 2011, raggruppati per temi. Marina, in cerca della “verità del progetto”, non esitava a usare tutti i media a sua disposizione; in trent’anni sono cambiati radicalmente i mezzi della rappresentazione e dell’archiviazione: dai disegni tecnici fatti a mano e a china su “carta da lucido” si è passati ai render realizzati al computer, dai negativi delle fotografie si è passati alle camere digitali. Il libro racconta anche questa storia.

Dettaglio del progetto di mosaico per il Centro Natatorio della Città di Trieste, 2004

 

Modello di studio per un divano, 2011.

Cortile interno della Fondazione CRTrieste, 2005Modello di studio per un divano, 2011.